Prestiti postali: normativa e leggi, cosa c’è da sapere

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I prestiti ormai fanno parte della nostra vita, ed è difficile trovare qualcuno che ancora non ne abbia chiesto uno. Normalmente, le persone scelgono di chiedere i prestiti alle banche: un po’ perché è sempre stato così, ma un po’ anche perché sono gli unici enti di cui si fidino. Tuttavia, esse non sono le uniche che li erogano.

Infatti, da qualche decennio a questa parte, anche le Poste Italiane hanno sviluppato un loro sistema di finanziamenti. Perciò, alcuni risparmiatori hanno deciso di affidarsi a loro recentemente, mentre altri non conoscono ancora i servizi di Poste Italiane, che come anticipato non si fermano più solo alle spedizione di lettere e pacchi.

Nonostante i prestiti siano una costante nella vita di tutti noi, privati e aziende, esistono ancora tanti dubbi riguardo le norme che disciplinano l’erogazione dei prestiti. Dunque, in questo articolo ho deciso di vedere insieme a voi la normativa vigente in Italia. Nel corso dei prossimi paragrafi scopriremo che esistono diversi tipi di prestiti, e che ognuno di loro è disciplinato da delle leggi differenti. Comunque, credo di avervi già anticipato troppo, quindi cominciamo subito!

Credito al consumo e credito collegato

Come vi ho accennato poco fa, esistono diversi tipi di prestiti, o di “crediti” (per utilizzare il termine tecnico). Esiste un decreto legislativo del 2010, precisamente il numero 141, che fa una distinzione tra i crediti al consumo e i crediti collegati. La norma definisce:

  • il credito al consumo, facendo riferimento a un contratto che viene stipulato tra due parti. La parte creditrice, cioè il finanziatore, si impegna ad erogare una certa somma di denaro al consumatore. Quest’ultimo invece, si impegna a restituire tale somma con una dilazione (naturalmente riferita al pagamento).
  • Il credito collegato, che consiste in un tipo di contratto di credito finalizzato. Il credito finalizzato riguarda quei determinati prestiti che vengono erogati con l’intenzione di finanziare un acquisto specifico, come può essere l’acquisto di un terreno, di un immobile o di un’automobile. Nel contratto che regola il credito collegato, è necessario anche specificare quale tipo di bene si intende acquistare.

Lo stesso decreto parla anche di Tasso Effettivo Annuo Globale, anche conosciuto come “TAEG“, e ne specifica tutti i dettagli. Oltretutto, nel decreto 141 del 2010 sono anche contenute tutte le informazioni che riguardano:

  • l’estinzione anticipata del debito
  • il recesso dal contratto
  • i casi di insolvenza da parte del consumatore
  • il contratto e le relative eventuali variazioni

Norme a tutela del consumatore

Come potete immaginare, esistono anche delle norme che tutelano il consumatore. In particolare, esiste un decreto legislativo entrato in vigore nel 2005: mi sto riferendo al numero 206. Quest’ultimo è diviso in diverse sezioni, ognuna delle quali specifica in che modo il consumatore è tutelato in diverse situazioni.

Il decreto legislativo numero 206 del 2005 è molto lungo: vi basti pensare che è composto da 170 articoli. Ovviamente, noi considereremo solo quelle che riguardano i prestiti. Nella prima sezione si possono trovare le definizioni generali, in cui si possono trovare anche le finalità e i diritti dei consumatori.

La seconda parte non ci interessa particolarmente, mentre è importante parlare della terza. Quest’ultima infatti, va a regolare quelli che sono tutti i contratti di consumo. Quindi, per intenderci, in questa sezione troverete anche il modo in cui sono regolati i contratti di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.

La quarta sezione invece si riferisce ai prodotti, e quindi per il consumatore è importante, ma in maniera limitata. Diciamo che chi deve prestare attenzione a questa sezione è più il finanziatore, che il consumatore. Chiaramente, il decreto contiene delle altre sezioni, di cui però non parleremo perché in questo caso risultano essere superflue.

Normativa antiriciclaggio

Un’altra importantissima normativa di cui è fondamentale parlare è quella antiriciclaggio. Infatti, quando ci sono in mezzo i soldi, purtroppo i male intenzionati non mancano. Perciò, è comprensibile che gli enti vogliano delle garanzie per non essere considerati come complici di chi ricicla denaro.

A regolare questo ambito è il decreto legislativo numero 231 del 2007, che va a tutelare gli istituti di credito. Attraverso l’applicazione di questa norma infatti, gli enti che erogano dei prestiti (come banche e Poste Italiane) possono creare un profilo del cliente. Nel caso in cui il cliente non presentasse la documentazione adeguata, e quindi il suo profilo non potesse essere completato, l’ente ha il diritto di non erogare il denaro.

Tale normativa va anche a disciplinare il modo in cui il trasferimento di denaro deve avvenire da un deposito ad un altro. Quindi, diciamo che si occupa della materia “antiriciclaggio” a tutto tondo, e non soltanto nel caso in cui si parli di prestiti.

Conclusioni

A questo punto, siamo ormai giunti al termine del nostro articolo. Ho cercato di essere il più breve e chiara possibile, anche perché parlare di leggi e normative in modo esaustivo non è sempre facile.

Spero di esservi stata di aiuto, e spero anche di aver chiarito i vostri dubbi in merito alle nuove normative.